Rassegna di teorie e letteratura transfemminista e queer
«String figures are like stories; they propose and enact patterns for participants to inhabit, somehow,on a vulnerable and wounded earth. My multispecies storytelling is about recuperation in complex histories that are as full of dying as living, as full of endings, even genocides, as beginnings.
In the face of unrelenting historically specific surplus suffering in companion species knottings, I am not interested in reconciliation or restoration, but I am deeply committed to the more modest possibilities of partial recuperation and getting on together. Call that staying with the trouble.
And so I look for real stories that are also speculative fabulations and speculative realisms. These are stories in which multispecies players, who are enmeshed in partial and flawed translations across difference, redo ways of living and dying attuned to still possible finite flourishing, still possible recuperation»

D. Haraway, Staying with the trouble: Making kin in the Chthulucene, Duke University Press, 2016
Muovendoci dalle parole di Haraway, abbiamo pensato a una rassegna che ponga in contatto letteratura e teorie e pratiche transfemministe queer: ciascuna di queste string figures crea uno schema inedito, un’apertura, un movimento, un’intuizione, grazie a cui cominciare a costruire storie per dissestare il binarismo della teoria letteraria, moltiplicare il punto di vista, contaminare il linguaggio, aprire nuovi scenari di narrazioni e incontrare soggetti e personagg* imprevisti.
La rassegna si compone di talk, laboratori, workshop, presentazioni di libri e di progetti, e vede protagonistx persone che scrivono, studiano e lavorano nell’interconnessione – o meglio nel cortocircuito – tra queerness, femminismi e teorie e pratiche letterarie.
Gli incontri sono accomunati dall’intenzione di costruire narrazioni trasformative, capaci di suggerire spazi e pratiche che si posizionino al di fuori e contro la grammatica dominante.


Rassegna a cura di Alessandro Farris e Graziana Marziliano, con la collaborazione di Mino Buonincontri, Marta Olivi e Irene Russo.
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