Pubblichiamo di seguito le raccolte e i testi poetici segnalati alla quinta edizione del Premio Lo Spazio Letterario. I racconti segnalati si possono leggere integralmente alle seguenti pagine: Sopravvivere di Alessio Fasano e Silberhornstraße di Valeria Zangaro.
Sillogi inedite
da La riva palpebra, di Francesca Stefanelli
Il presente ha rovinato anche i ricordi
Le piante hanno un modo
Pulito di morire
“Marcio” è un concetto che non si addice
Al sapido accartoccio della linfa
Sogno liberatorio
Che inonda della terra la cervice
Non dire “decomposto”
Le piante hanno una morte senza gioia né dolore
Quelle che puzzano
Quando ammuffiscono
Sono le ore
da Rapidi movimenti oculari, di Gabriele Gargani
In fondo all’officina stava lo spogliatoio
con le giacche da saldatore appese come pelli di animale
e i calendari delle donnine gnude che ti guardano.
La stanza accanto era quella dello stuzzichino. Lì, i prosciutti
i salami, i mucchi di sale sul tavolo.
Sul pavimento le scarpe sgranocchiavano. Ricordo
il palmo speziato sfregato sulla sugna e il lucido
del manico di legno unto, e poi sbattuto.
Il sangue nero seccato, ficcato nell’unghia.
Spesso la porta restava aperta e qualche operaio passava
nudo per andare alle docce. Ricordo i peli sulle gambe,
il grande tubo di sapone calamina la ruggine arancione.
Non ricordo età stagione nome umore.
Poesie singole inedite
Ritorni, di Chiara Carlino
Ascolta da dietro lo sterno
il suono di drone che ronza
Sono pacchi e valigie, su scale e su treni
Cerniere, rotelle, portelloni e portiere
Cambia la luce dai finestrini
Incontro al sibilo dell’orizzonte
Anche quest’anno casa ci accoglie
Odore di sangue, calore di forno
Cerchiamo nei lembi di ferita aperta
Fili e fantasmi che ci riportino
All’umida terra che non conoscono
Quelli che a casa sono sempre stati
Poi rilanciati di nuovo nel mondo
Col quattro quarti della produzione
Ci ritroviamo in tasca una melma
Salata di attesa disfatta.
Sillogi edite
da Ex voto suscepto, di Silvia Righi (Pungitopo, 2025)
Piede
Non andartene non
oltre il confine, in un futuro opaco di viole nere
non posso seguirti
e non voglio, lo sai.
Tra dieci anni, a confrontare i bambini nati e
non nati
sarai un ottimo padre come io non sarò madre,
all’orecchio, un sussurro normale
scopiamo, va bene, i figli non nostri, mai.
Mi hai mentito. Hai osato immaginare.
Voglio che tu sappia
sei ancora qui
preghi in modi che non riesco a capire.
La camera che abbiamo costruito ha preso i tuoi colori
la mancanza non è una forma di verità
o una spinta
a volte è una radice molto azzurra
ora non esisti, voglio ancora che tu sappia
non ti ho seguito è vero ma la polvere si poserà
non guardarmi con occhi che non mi conoscono
conosci la morte tu, io la scomparsa
avrai la mia mano sopra i tuoi occhi
e incontrerai l’altra faccia della regina
la strega, allora vedrai
quanto del mio buio
appartiene alla tua luce.
da Pachiderma, di Letizia Polini (Zacinto, 2025)
( 7 ) non è mai stata dentro una forma da quando ha saputo che tutto può essere decapitato.
dalla mattina blu e per qualche anno successivo ha avuto uno spiraglio in fondo al cranio
per qualche mese ciò che era fuori le ha trapassato l’epidermide
contaminando strati sottostanti fino al derma papillare e reticolare.
così, periodicamente, si faceva tagli profondi per far uscire certe immagini
voleva studiarne temperatura colore consistenza.
ha costruito una caverna per ogni cosa che non ha avuto il coraggio di volere
Leggi i testi vincitori del Premio Lo Spazio Letterario 2026:
- Silloge inedita: Lino D’Emilio, La famosa catena
- Poesia singola inedita: Rita Pedullà, La fisica del vuoto
- Silloge edita: Francesco Deotto, Finestre
- Racconto inedito: Viviana Veneruso, La smania
